Mission - centro per la valorizzazione del travertino romano

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Centro Travertino Romano


Dal secondo dopoguerra ad oggi. Il travertino romano nel mondo


All’inizio del secondo dopoguerra riprese, pur tra mille difficoltà, l’escavazione del travertino. I primi ad avviare gli scavi furono i Filippini; seguirono altre famiglie che pure già avevano operato nel settore, come i Conversi, i Cecchetti, i Pascucci, i Poggi, i Mariotti, che determinarono lo sviluppo dell’attività. A conferma della incidente ripresa delle attività, si pensi che nell’area di Guidonia e Tivoli dal 1951 al 1971 si è registrato un aumento dell’occupazione dai 1.383 addetti ai 2.472. Nel campo dei progressi tecnologici, l’ultima, importante e più radicale innovazione
risale agli anni Ottanta, quando il filo elicoidale viene sostituito con il filo diamantato, cinque volte più veloce e decisamente più sicuro del precedente, che consentì l’eliminazione dell’uso della sabbia e il taglio di faldature alte fino a 20 metri. Le pale cingolate vengono sostituite con le pale gommate che, con la loro capacità di carico, eliminano i sistemi di sollevamento a funi, come le gru e i derrick, trasformando definitivamente ed in maniera irreversibile le vecchie cave a pozzo in cave a fossa, con sempre più grandi piazzali di movimentazione e spazi aperti. Oggi il ciclo di produzione in una cava di travertino è composto da una serie di attività: la preparazione o scopertura, l’apertura, lo splateamento con grandi bancate, il taglio, il ribaltamento, la sezionatura, il caricamento ed il trasporto. Sta di fatto che anche le attività estrattive seguendo il trend nazionale attraversano un periodo depressivo. I dati dell’industria estrattiva nel periodo 1971-1991 registrano nell’area una caduta verticale dell’occupazione, passata dai 2472 addetti del 1971 ai 1433 del 1991, tornando ai livelli del 1951. Nel mercato internazionale, negli ultimi anni i produttori di travertino si sono moltiplicati, specie nei paesi emergenti, ne risulta una produzione marmifera mondiale in continuo aumento assorbita per ora da consumi che i decenni della ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale e la recente espansione dei mercati hanno largamente favorito. Il travertino, in particolare, si estrae nel continente americano (Perù e Messico), in Africa (Marocco), in Europa (Italia, Spagna e Romania), in Asia (Iran, Turchia e alcune repubbliche russe), salvo altri paesi minori. I maggiori produttori dopo l’Italia sono la Turchia e l’Iran che stanno progressivamente potenziando la loro presenza sui mercati internazionali attraverso notevoli investimenti in macchinari ed un’attività di penetrazione commerciale intensa ed efficace per la possibilità di vendere i prodotti a prezzi irraggiungibili per le aziende italiane. Nonostante questa situazione di difficoltà oggettiva, l’esperienza secolare acquisita dai produttori italiani, permette di eseguire progetti complessi non accessibili alla concorrenza, oltre alla continua evoluzione tecnologica, alle specializzazioni nelle produzione e all’inventiva. Non c’è dubbio che in questo contesto ha svolto un ruolo primario il Distretto industriale riconosciuto dalla Regione Lazio nel 2001, e al proprio interno il Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano, che attualmente è composto da circa 40 aziende, alcune delle quali lavorano da almeno mezzo secolo l’antica e prestigiosa pietra, che con l’indotto contano circa 3.500 addetti. Il Consorzio è la motrice trainante del Bacino estrattivo di Tivoli e Guidonia, affermandosi come la realtà economico-produttiva tra le più importanti della zona Nord-Est di Roma sia in termini occupazionali che economici. E’ un dato che il fatturato del travertino rappresenti il 5% del PIL regionale. Questo dimostra che, nonostante mille difficoltà, siamo un settore in crescita, se pensiamo che negli anni Ottanta l’indotto era molto piccolo, circa 12 aziende, oggi si contano più di 90 micro, piccole e medie aziende del settore artigianato con circa 400 addetti. Sino ad oggi, la natura stessa del “distretto industriale” ha rappresentato un’originale formula di organizzazione dell’industria che ha abbinato i vantaggi della flessibilità, tipici delle piccole imprese, con alcuni dei vantaggi della grande azienda, potenziati attraverso la creazione di rapporti di complementarietà tra imprese appartenenti alla stessa filiera produttiva e di collaborazione con le imprese e gli enti, anche pubblici. Il Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano crede che occorra puntare maggiormente nello sviluppo dell’internazionalizzazione, della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo delle nuove tecnologie. Anche perché la globalizzazione ha messo le piccole imprese italiane, e quelle romane in particolare (il 99,3% dell’intera Provincia), in concorrenza con Paesi il cui costo del lavoro è un decimo del nostro. L’unica arma a disposizione è innovare per crescere. Anche grazie alla nostra attività, in continua modernizzazione, la produzione del travertino territoriale non solo si è saldamente affermata in Italia, ma anche verso i mercati esteri e i nuovi mercati emergenti, incidendo in misura rilevante sull’export della Regione Lazio. Il travertino rappresenta un riconosciuto vettore di esportazione del “made in Italy”, e in particolar modo dalla zona di Guidonia e Tivoli, in tutto il mondo. Si rileva indubbiamente una spiccata vocazione internazionale del travertino, in quanto è un materiale apprezzato dai più prestigiosi architetti del mondo. Per citare solo i lavori più recenti e più famosi, vorrei ricordare il Paul Getty Museum di Los Angeles, la Banca di Cina, l’Università di Copenaghen, il Complesso Museale dell’Ara Pacis Augustae e l’Auditorium Parco della Musica di Roma Parco. Proprio per quest’ultima opera alcune aziende del Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano hanno ricevuto un prestigioso riconoscimento alla 28esima Fiera del Marmo di Carrara, dove una giuria internazionale ha selezionato tra importanti lavori eseguiti in tutte le pietre italiane ed estere due aziende del nostro settore. E’ un’ulteriore conferma delle capacità imprenditoriali delle aziende del settore estrattivo a livello internazionale. Siamo da sempre impegnati nell’innovazione tecnologica, nella sicurezza e nel potenziamento dell’intera filiera produttiva. Non c’è dubbio che questi risultati rappresentano la conferma del buon lavoro svolto dalle nostre aziende anche in campo promozionale della pietra a livello internazionale. In questo settore, vorrei ringraziare la particolare sensibilità della Camera di Commercio di Roma e della Regione Lazio che sostengono le nostre iniziative nazionali ed estere come le partecipazioni alle fiere di Canton (Cina), del Texas, di Mosca, di Verona. In generale, il Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano con queste diverse azioni punta, da un lato, a rafforzare il proprio legame con le realtà locali, e dall’altro a presentarsi come valido interlocutore nelle sedi internazionali. Curare in maniera complementare questi due aspetti, significa rafforzare il settore estrattivo del travertino e rilanciarne la competitività.

 
 
 
 
 
 
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